Abbiamo avuto il piacere di ospitare lo scorso 21 giugno la Delegazione di Siracusa dell’Accademia Italia Cucina. Una bella serata ricca di spunti interessanti e grandi persone con diverse personalità accademiche presenti. Un menu predisposto per l’occasione dal nostro chef, certi di aver riscontrato l’apprezzamento delle tante, competenti, persone presenti.

L’Accademia Italiana della Cucina è nata – naturalmente a tavola, come accade spesso per le cose importanti – quando un gruppo di amici, riuniti a cena il 29 luglio del 1953, ascoltarono e condivisero l’idea che Orio Vergani perseguiva da tempo: quella di fondare un’Accademia col compito di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell’intero Paese.
I personaggi raccolti attorno ad una tavola dell’Hotel Diana di Milano – qualificati esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo – credevano tutti che la cucina non fosse cosa di poco conto, ma degna delle migliori cure da parte di ogni uomo intelligente e colto. fonte accademiaitalianacucina.it

Nel corso della serata al Syraka, il Dott.Salvatore Ferrara, Responsabile dell’Unità Valutativa Altzheimer, Coordinatore della Rete Organizzativa Unità Demenze dell’ASP di Siracusa, ha tenuto un breve ma esaustivo discorso sull’importanza della sana alimentazione mirata per il potenziamento della memoria; il Delegato a sua volta, dopo i i ringraziamenti del caso ha consegnato il volume della Collana di Cultura Gastronomica dell’Accademia Italiana della Cucina “La Cucina Italiana oggi – Identità, disincanto e amore.” Infine abbiamo ricevuto dal  Delegato Tamburini  il gagliardetto dell’Accademia e la Vetrofania 2016 che abbiamo prontamente messo in bella vista nel nostro locale. 

Dal sito dell’Accademia Italiana Cucina riporttiamo questa dissertazione sulla cucina che condividiamo pienamente.

Un patrimonio culturale

La cucina è una delle espressioni più profonde della cultura di un Paese: è il frutto della storia e della vita dei suoi abitanti, diversa da regione a regione, da città a città, da villaggio a villaggio.
La cucina racconta chi siamo, riscopre le nostre radici, si evolve con noi, ci rappresenta al di là dei confini. La cultura della cucina è anche una delle forme espressive dell’ambiente che ci circonda, insieme al paesaggio, all’arte, a tutto ciò che crea partecipazione della persona in un contesto. È cultura attiva, frutto della tradizione e dell’innovazione e, per questo, da salvaguardare e da tramandare.
Civiltà della tavola vuol dire prima di tutto civiltà e cioè l’insieme di usi e costumi, di stili di vita, di consuetudini e di tradizioni degli uomini che li condividono. E civiltà del gusto, di quel senso preposto al piacere della tavola – quel gusto capace di affinarsi, di perfezionarsi, di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo – vuol dire l’insieme dei valori che anche attraverso la tavola un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l’identità culturale. Salvaguardare il gusto, quindi, diventa un elemento essenziale per la difesa non solo della civiltà della tavola, ma dell’identità stessa di un popolo. fonte accademiaitalianacucina.it.

Gli Accademici a Tavola

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Posted by:maxpuleo

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